FAUSTO PUZZO

Per me mangiare è sentimento.

L’incontro con la cucina è arrivato dopo la musica. Ho avuto la fortuna di collaborare con grandi artisti, ho suonato con Tullio De Piscopo, ma con la musica, non so, sentivo di non poter vivere. Non parlo di economie, non solo. Un giorno, per puro caso, sotto ai miei occhi è comparso un articolo sul “cuciniere errante”: Carmelo Chiaramonte, modicano, legato al territorio: uno chef che ha basato la sua ricerca in cucina sui sapori, i colori e gli odori della nostra terra. Qualcosa è risuonato dentro la mia testa, dentro il petto, e poi un po’ più giù, nella pancia. Non so cosa sia andato a toccare quel sentimento. Voglio credere che le vendemmie fatte con mio nonno, il calpestare i suoi campi, i suoi vigneti, le mie e le sue mani che accarezzano i grappoli, e le mangiate, grandi e insindacabili, nelle pause dal piacevole lavoro, avessero lasciato un segno, una dolce ferita sempre aperta, una richiesta. E quelle poche parole, lette per caso, mi hanno mosso nella direzione che oggi è la mia vita. Lo stesso anno ho avuto il piacere e l’onore di incontrare il signor Adelfio a Marzamemi, la testa e il cuore di una azienda che lavora e produce tonno, da sempre. E poi ancora, Franco Ruta dell’Antica Dolceria Bonaiuto, il primo vero incontro con il cibo. Franco, amico di mio padre, mi ha insinuato sin da ragazzo il piacere di assaporare, sentire gli odori, gustare con gli occhi. Grazie a lui ho sviluppato la passione per la storia della cucina.

La cucina è legata alle vicende storiche e culturali, alle religioni e alla spiritualità, agli incontri e alle contaminazioni, alle casualità e alle sperimentazioni. La Sicilia è una terra fortunata, creativa, colorata, attraversata da culture, popoli, vite. Non può che concedere emozioni con i cibi. E per me mangiare è sentimento: vedo quello che c’è dietro, il lavoro, il sacrificio, la terra, le mani e i volti di chi ha prodotto la materia prima, la creatività del cuciniere che ha accostato gli ingredienti, ha scelto il vino. Quando un contadino mi offre un pomodoro, mi dona suo figlio, una parte di lui.

Mangiare è vedere un paesaggio, un quadro, è una poesia, è musica. Quella che voglio produrre adesso è musica per gli occhi, per il palato, per lo stomaco. Mangiate, ma fatelo bene, e come direbbe Chiaramonte, “è solo il senso di colpa che fa ingrassare”.

Fausto Puzzo nasce a Ragusa il 1 marzo de 1982. È musicista e appassionato buongustaio. Ha diretto un’azienda per la lavorazione e la produzione di cibi siciliani, grazie alla quale ha conosciuto l’eccellenza agro-alimentare della propria terra. Così, lasciata la strada della produzione, oggi si dedica a tempo pieno alle aziende siciliane che ha incontrato, per le quali è consulente enogastronomico, redige progetti, organizza eventi legati al cibo e alla buona cucina. È appassionato di storia, soprattutto quando è condita bene, ha un buon odore e un buon sapore. Fausto è uno dei collaboratori del progetto DINNER4.ME per MYOP.