Parole di terra

MYOP incontra Nicola De Gregorio e FASTUCHERA, la sua azienda agricola biologica che coltiva e tutela la biodiversità autoctona siciliana, produce grani antichi e recupera le varietà di frutta e legumi in via di estinzione.

“A fare il contadino si ha la fortuna di stare in contatto con “cose” vive, e con un mondo complesso, un mondo nato dalle contaminazioni di idee e popoli: il grano russello è arrivato tre secoli fa dall’Ucraina, i fichi d’india dall’America Centrale, le arance e le pesche dalla Cina, i pistacchi dall’Afganistan e dall’Iran. Pistacchio, fistik (dall’arabo), fastuca, FASTUCHERA.”

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A volte è meglio lasciare il raccolto alla terra, che si pasce dei suoi stessi frutti e ne dona di nuovi, moltiplicati. Le mani suonano il falcetto, il volto sfiora le zolle, gli occhi filano i verdi differenti, le fioriture, e i pensieri si appoggiano sul tempo. Così ti accorgi che qui, sul campo, niente si rifiuta. Tutto torna.

“Ho imparato a conoscere i miei prodotti anche grazie al contatto diretto con le persone che li mangiano, li cucinano. Vogliono parlare con me, mi chiedono, come produco, quale è il mio percorso, quali sono le proprietà dei frutti della mia terra, e mi raccontano ricette. I clienti migliori, per me, sono quelli che hanno risolto anche problemi di salute, con i grani che produco. Dermatiti, inappetenza per intolleranza al grano. Produrre cibo, che non solo è buono, ma anche fa bene, mi rende felice.”
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