Domenico Argento

DOMENICO ARGENTO

Chi suona? Chi ascolta? Chi dirige?

Ho studiato all’Università di Palermo e dal secondo anno ho cominciato a lavorare con Teresa Larocca, grazie alla quale ho avuto la fortuna di sperimentarmi prima ancora della laurea. Con lei mi sono occupato di Interior Desing, recupero e progettazione edilizia e lavori pubblici. Poi ho intrapreso la mia attività da libero professionista e contestualmente la collaborazione con l’Università di Palermo.

Quindi, dovrei dirmi architetto, ma sono musicista, pianista nell’Orchestra IN-stabile DIS|accordo – O.I.D. Il riferimento è il Jazz sperimentale degli anni ’70. Poi con Luca Lo Bianco ho fondato la FITZCARRALDO Records, un’etichetta indipendente che produce i lavori di O.I.D. e di altri artisti che hanno qualcosa da raccontare.

A ben guardare molti dei miei lavori raccontano l’incontro fra Design, suono e artigianato. Anche le mie esperienze con gli studenti del Laboratorio di Disegno Industriale dell’UNIPA: Design e Suono. Oggetti sonori, performance, composizione.

I miei progetti, le installazioni, le performance, lavorano a istituire rapporti, relazioni, fra soggetti, oggetti, sorgenti, spazio e suono, in un gioco di specchi dentro cui provo a frantumare gerarchie e ricomporre parti. Chi suona? Chi ascolta? Chi dirige? E quali oggetti (materiali o immateriali) posso far suonare? Possono oggetti di uso comune, un attizzatoio, una paletta, un rastrello, diventare strumenti musicali? Certo che possono: a volte cambiandone semplicemente la funzione, altre volte riprogettandone la forma. Così provo a fondere le mie due anime, quella di designer e quella di musicista.

Nei periodi migliori riesco a suonare un’ora al giorno, ma non è mai abbastanza