Gian Luca Pannocchietti

GIAN LUCA PANNOCCHIETTI

Contadino da sempre.

Innestare è un lavoro che faccio tutto l’anno. Passeggio, censisco le specie antiche nel territorio, incontro i massari, ci parlo – quelli più anziani sono miniere di conoscenza, si ricordano varietà, nomi, pratiche colturali arcaiche – poi prelevo le marze e le innesto. Lo faccio sistematicamente da sette-otto anni, da quando abbiamo iniziato quest’avventura, io e Nicola Agosta. Con Nicola ci conosciamo da tantissimo tempo e insieme abbiamo iniziato questa avventura facendo nascere la nostra azienda agricola Valle del Tellaro . Nessuna scuola te la può insegnare la passione. Per questo, quando mi chiedono da quando sono contadino, io rispondo, da sempre.

La passione di recuperare, saperi e piante antiche, va a braccetto con quella di dare: ogni varietà che ho in campagna è un dono che ho ricevuto e che voglio restituire. Non posso esserne il solo custode, voglio assicurarmi che nulla si perda.

La nostra campagna è una foresta da mangiare. Stiamo provando a ricostruire un ambiente seminaturale, in equilibrio dinamico, in cui non esistono erbacce e parassiti, perché nulla è nocivo in natura, tutto è in movimento. La grande distribuzione ha omologato i gusti. In Italia abbiamo più di mille varietà di pere, perché dovremmo mangiarne solo tre?