Pietro Motisi

PIETRO MOTISI

Una nuova dignità alla materia.

Ho imparato a leggere e a scrivere a quattro anni, mio nonno mi ha insegnato la musica a sei e a tredici sono entrato in conservatorio. Poi sono diventato perito elettrotecnico per curiosità, perché ho sempre voluto sapere come funzionano le cose.

Mi sono iscritto a scienze forestali ma durante la mia esperienza come volontario nel Parco Nazionale d’Abruzzo ho deciso di cambiare facoltà e di iscrivermi a Scienze Naturali, sapevo di non voler diventare un topo da laboratorio.

In quel periodo è iniziata la mia passione per la fotografia: ho provato in ogni modo a farla diventare lavoro, ma non ci sono riuscito, non come avrei voluto, e forse è stato un bene. Un giorno mentre ero nel mio laboratorio fotografico, con una borsa disegnata da me che mi seguiva da anni, un tizio entra e notandola mi dice “la voglio! Me la fai?!”. Non avevo un soldo in tasca e senza capire il perchè ho risposto di “sì!”. Ho iniziato a chiedere consigli agli artigiani che avevano costruito la mia borsa, smarrito e divertito insieme. Loro mi hanno prestato un punzone per bucare la pelle e aghi grossi ricurvi. Esco, compro il cuoio, torno a casa e in quattro giorni, mani fracassate, ecco la borsa. Il tizio vedendola me ne commissiona una per il figlio e ne faccio un’altra, uguale. Dopo qualche giorno una Photo Editor di Berlino con cui avevo lavorato nota le foto delle borse su internet e me ne commissiona un’altra. A quel punto ho capito che poteva diventare un lavoro.

Così è iniziata la mia ricerca: le prime ore di “volo” sulla macchina da cucire sono state tragiche. Volevo cucire bene, pulito, dritto. I primi clienti sono stati i miei primi “gruppi di design”, le necessità di alcuni esprimevano i bisogni latenti di altri, così, in un gioco di specchi e relazioni, da una parte ricevevo e dall’altra davo. Poi sono arrivate sensibilità, esperienza, conoscenze. Oggi realizzo prototipi che sono già vendibili. Non disegno.

La pelle dell’animale è l’animale, è perfetta e io, uomo di qualunque era, ho l’animale e lo indosso. Per farlo lo frammento, lo destrutturo, lo frustro. La mia responsabilità è ridare una nuova dignità a questa materia, costruirne una mia sintassi, cercando di non tradirla.

Pietro Motisi nasce a Palermo nel 1982. Si laurea in Documentary Photography all’University of Wales Newport (UK). Nel 2006 e nel 2008 vince il premio internazionale “Occhi di Scena” per la fotografia teatrale. Dal 2011 si dedica alla creazione di “spazi per camminare”, zaini, borse e accessori Disappear.