Riccardo Palumbo

RICCARDO PALUMBO

Poi ho iniziato a prendere in mano il FLEX.

Lavoriamo marmi che provengono da tutto il mondo. Abbiamo taglia-blocchi, filo diamantato e telaio a lame. Partiamo dal blocco e da lì possiamo fare qualsiasi cosa. Ma tutto è nato da mio nonno Carmine, muratore, che insieme a mio padre e i miei zii ha inventato questo lavoro in un piccolo spazio. Mio zio era allestitore, mio padre tagliatore.

Io sono autodidatta. Ho iniziato a lavorare qui a quattordici anni, solo d’estate. D’inverno andavo a scuola, ma non è che mi piacesse molto. Da ragazzino mi sembrava tutto incredibile. In officina il mio compito era pulire, spazzare in terra. Poi ho iniziato a prendere in mano il FLEX e a fare bisellature. Venticinque anni fa erano enormi, pesanti, mio zio quando lavorava era una macchina da guerra, macinava lavoro. Grazie a lui ho scoperto che con costanza, curiosità e buona predisposizione niente è impossibile. Basta voglia e passione e riesci a fare tutto. Il lavoro più bello è l’allestitore: FLEX e scalpellino, e dai il tocco finale al prodotto. Io ho iniziato così, a diciotto anni, la mia professione. Mio nonno c’era ancora, ma non ha visto arrivare i robot.

Amo la tecnologia, così quando abbiamo deciso di comprare una macchina a controllo numerico, mi sono innamorato di questo robot, questo braccio a cinque assi. È una macchina che manovro solo io, per scelta e per piacere.

Io prendo le misure, tengo i contatti con i progettisti e i clienti, lavoro in officina e in cantiere, mio fratello razionalizza e sviluppa i miei rilievi e coordina il cantiere. I nostri operai sono persone di mestiere, autonome, preziose.

Riccardo è la terza generazione di Palumbo Marmi. Ha maturato sensibilità  ed esperienza nella lavorazione e nella conoscenza della pietra e del marmo. Abbinano la tradizione e l’artigianato a nuove lavorazioni, tecnologia e design.